[11] Ottobre è andato
Tra magie, zucche e fili di cotone
Buongiorno!
Ottobre qui è stato un mese pieno, uno di quelli che scorrono veloci, ma che se ti fermi un attimo ti accorgi che hanno lasciato tracce precise.
Siamo stati a Disneyland Paris: ci siamo arrivati con la nostra auto. Elettrica.
Sì, l’idea sembrava un po’ folle, lo so: e invece è andata liscia, quasi comoda, e al nostro arrivo la magia ha fatto quello che sa fare.
Nei ristoranti del parco ho mangiato bene, sul serio: abbiamo scelto di fare colazione in casetta, pranzare normalmente al parco e cenare di nuovo nella nostra sistemazione. I buffet che abbiamo prenotato hanno dimostrato grande attenzione alle intolleranze, alternative sensate, piatti veri, non rassegnati: mi ha agevolato molto il fatto di non soffrire di malattia celiaca e non temere quindi la contaminazione.
E poi, l’ultima notte, ce la siamo regalata al Disneyland Hotel.
E lì, lo ammetto, la magia si è un po’ incrinata.
Il buffet era sontuoso, scintillante, oltremodo ricco e con proposte lussuose… ma le opzioni per chi ha allergie erano ridicolmente poche. Lo spettacolo della gente poi al cospetto della cascata di aragostine e della coppa delle ostriche è stato… educativo.
C’è chi davanti al cibo perde misura, grazia e forse anche la dignità, nel tentativo di “fare il pieno”: ho osservato in silenzio, insegnando a mio figlio che ce n’è per tutti e non serve sgomitare.
Grazie al cielo siamo nati dalla parte del mondo fortunata e non sappiamo nemmeno cosa significhi “fame”.
La magia non è uguale per tutti, evidentemente.



Al rientro il lavoro è ripartito immediatamente, deciso, come se mi aspettasse dietro la porta. Stiamo lavorando con belle persone, è stimolante.
Ma sono tornata anche alla cucina e soprattutto alla zucca, che è uno degli ingredienti più generosi di questo mese.
Ho iniziato con una polpa di zucca base — semplice, buona, morbida — e ve l’ho raccontata: puoi trovarla qui.
Ho preparato anche:
mezze maniche con zucca e salsiccia, che scalda la pancia;
muffins salati alle olive taggiasche, perfetti per quelle sere in cui la voglia di cucinare è parcheggiata altrove;
stufato di ceci, zucca e latte di cocco, quello del reel che è diventato virale (ancora incredula).
La cucina, a volte, è solo questo: ripartire da una cosa semplice e lasciarla fiorire.


Sono stata anche ad Abilmente Vicenza e ho fatto scorta di piccole meraviglie da ricamare. Continuo a ridere e a stare bene con il mio gruppo di mamme ricamatrici: mani che lavorano, parole che vanno e vengono, compagnia buona.
Anche la prima data del Far Filò ricamando è andata bene.
Siamo partite tutte un po’ timide, con il filo che voleva decidere lui, e siamo arrivate alla fine che ricamavamo davvero.
Non perfette, ma presenti.
E questo vale più di tutto.
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Se vi va di passare una mezza giornata lenta, di quelle che non fanno rumore, venite.
C’è spazio.
Novembre ora è iniziato e io sto pianificando.
Probabilmente a gennaio dovrò assentarmi per un po’, e così sto svuotando e riorganizzando il freezer.
Sto preparando piccole porzioni pronte all’uso per la famiglia: sughi, basi, un po’ di verdure pronte per essere contorno.
È il mio modo di prendermi cura anche da lontano.
Una cucina che resta, anche quando io non ci sono.
Vorrei che questo Novembre fosse morbido.
Un po’ lento, un po’ caldo.
Con più tè, più silenzi buoni e molte cose fatte con le mani.
A presto,
Lidia




