Abbastanza Natale
Non siamo piante di rosmarino.
C’è una parola che, ad ogni novembre e dicembre degli ultimi anni, mi arriva addosso come il vapore quando si apre una pentola: abbastanza.
Una parola che sembra morbida, come la mollica del pane, che promette tregua, e invece, il più delle volte, non lo è.
Viviamo in un mondo che chiede sempre di più: più bello, più nuovo, più interessante, più unico, più “contenuto di qualità”, qualunque cosa significhi.
E io che faccio questo lavoro (comunicare, creare, raccontare, fotografare, condire le parole e i piatti) mi accorgo che spesso cerco approvazione e non va bene: spesso ho la sensazione di essere una piccola goccia dentro un mare di altre gocce che cercano di sembrare onde.
E allora mi chiedo: sarà abbastanza?
O sono solo una voce tra un milione di voci?
Poi mi ritrovo in cucina, dove le domande si sciolgono come lo zucchero nel caffè e mentre mescolo, mentre assaggio, succede una cosa semplice e quasi impercettibile: mi ricordo che il sapore non si misura in followers.
È una cosa tra me e la pentola, tra me e quella parte di me che non ha bisogno di applausi per respirare. Spero che chi legge trovi utile e interessante quello che propongo ma non posso farlo diventare il mio metro di misura e di espressione: posso semplicemente proporre quello che so, raccontarlo per farlo vivere ad altri con la stessa intensità, ma nulla più.
E allora penso che “abbastanza” non è una medaglia che ti danno gli altri.
È forse un accordo con se’ stessi, un aggiungere sale poco a poco, assaggiando, e non c’è una misura universale.
E sì, certo, continuerò a cercare approvazione, perché siamo esseri umani, non piante di rosmarino, ma ora provo a fermarmi prima, a dirmi che basta così.
Auguro quindi a me e a te di concederci l’imperfezione,
di non lucidare le posate quando non serve,
di apparecchiare anche se la tovaglia non è stirata bene o ha una macchia,
di servire quella torta anche se sformandola si è crepata,
di chiedere l’abbraccio invece dell’applauso,
di fare la spesa consapevolmente ma di concederci di essere stanchi e mangiare una pizza dal cartone,
di guardarci intorno con più convinzione e più empatia,
e di riconoscere, anche solo per un minuto,
che, qui, ora, siamo già abbastanza.
Oggi ti auguro questo, per festeggiare il Natale con il cuore aperto.
Ci leggiamo a gennaio, con una piccola novità.
Lidia




Non siamo piante di rosmarino ma piuttosto piante di basilico che fuori dal supermercato durano una settimana o poco più. A volte ci ripigliamo, altre volte no. E va bene così. Buone feste, stupenda creatura ❤️ e una ola per tutti i tuoi auguri, sottoscrivo tutto. GRAZIE